martedì 24 novembre 2020

Alterio Tessuti: stoffe che raccontano sogni.

Le stoffe... che mondo meraviglioso sono le stoffe!

Un insieme di fili, più o meno colorati, intrecciati con precisione e in grado di accompagnarci nei nostri momenti più belli ma anche in quelli più brutti.

Quante volte abbiamo cercato infatti un po' di conforto in un maglioncino e quante volte abbiamo indossato un abito molto eccentrico per festeggiare un avvenimento che ci ha reso molto felici?

Insomma, le stoffe sono parte di noi e della nostra vita ed è per questo che ormai ce ne sono per tutti i gusti, per tutte le occasioni e per tutte le emozioni.

Ma le stoffe non sono materiali destinati esclusivamente alla realizzazione di abiti, è possibile realizzare anche oggetti di arredo, tappezzeria,  gioielli e bigiotteria, accessori, foulard, pochette e chi più ne ha più ne metta!

Molte volte a noi è capitato di utilizzare, per alcuni nostri progetti creativi, scarti di stoffe che ci hanno colpito per la loro colorazione, la stampa o semplicemente per la loro trama.

A tal proposito, in questo post vogliamo parlarvi di una collaborazione che abbiamo avuto il piacere di fare con un'azienda che ha deciso di inviarci alcuni scarti di stoffa di vario genere, colore e fantasia, per permetterci di realizzare alcuni nostri progetti creativi.


Stiamo parlando di Alterio Tessuti, un brand nato dall'unione di due fratelli, Pasquale e Giuseppe, da sempre appassionati del mondo della sartoria.

Si occupano infatti della vendita di tessuti sin dal 1985 e l'impronta principale del loro negozio è dedicata soprattutto ad articoli da sposa e da cerimonia, senza precludere però tutti gli altri settori tessili.

Noi amiamo definirli "cacciatori di sogni" perché molto spesso quando una persona entra nel loro negozio lo fa con in mano un desiderio, un sogno che loro devono riuscire realizzare: una sposa alla ricerca del tulle perfetto per realizzare il velo dei suoi sogni, una mamma emozionata che cerca la stoffa giusta per cucire il vestito per il saggio di danza della figlia, la creativa che non vede l'ora di trovare quel bellissimo velluto per realizzare quelle pochette che sta progettando da mesi.

Insomma tutti si rivolgono a loro cercando quel determinato tessuto che in qualche modo accompagnerà un momento della propria vita e loro, con impeccabile professionalità, scavano e trovano esattamente ciò che si desidera.

Le stoffe che abbiamo ricevuto sono davvero di ottima qualità e non vediamo l'ora di farvi vedere cosa ci inventeremo!
Ovviamente lo scopo dei progetti che realizzeremo per questa collaborazione sarà quello di dimostrare che, con un po' di fantasia e dei semplici scarti di tessuti, è possibile realizzare progetti creativi davvero molto interessanti che sostengono il riciclo e quindi evitano di contribuire all'inquinamento del pianeta.

Comunque, vi invitiamo a visitare la loro pagina Facebook ed il loro profilo Instagram per vedere un po' tutto il materiale tessile che hanno a disposizione.
Nel caso foste interessati ad acquistare qualcosa è possibile farlo on-line contattandoli per messaggio e indicandogli ciò a cui siete interessati oppure visitando fisicamente il loro negozio c/o Mercato San Severino 84085 (SA).

Cercate stoffe di qualità per sogni cuciti su misura? 

Alterio Tessuti ha ciò che fa per voi!

A presto,


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lunedì 16 novembre 2020

Con Volantini.com di Arti Grafiche Fimognari, ogni idea diventa realtà!

Ci sono collaborazioni che ti fanno sentire felice perché ti fanno accorgere di essere riuscita a trasmettere a chi ha collaborato con te, tutta la passione che metti in ciò che fai.

Collaborazioni che ti restano nel cuore per la professionalità con cui vengono svolte e per la qualità finale che non delude per niente le tue aspettative.

Quella di cui vi parlerò in questo post è proprio una fra queste.

Di recente ho conosciuto Volantini.com di Arti Grafiche Fimognari srl, un'azienda fondata a Milano nel 1950 e specializzata in grafica, stampa e distribuzione.

Sono rimasta davvero incuriosita dalla vastità di prodotti personalizzabili a disposizione sul loro shop online ed essendo io un'illustratrice, ogni volta che incontro un'azienda specializzata in stampa, non vedo l'ora di testarne "con occhio" la qualità.

Così, li ho contattati e gli ho proposto di stampare due mie illustrazioni su articoli eco-friendly.

Non sono ancora molte quelle aziende specializzate in stampa che personalizzano prodotti realizzati con materiali riciclati o riciclabili, per questo quando ne trovo una cerco di approfittarne scegliendo proprio questa tipologia di prodotti.

Una problematica che però molto spesso riscontro nella personalizzazione di articoli di questo tipo è la resa dei colori.
Non so perché ma quando si va ad effettuare una stampa su una carta o su una stoffa realizzata con materiali riciclati, la sua colorazione risulta spenta. Povera.
Questa cosa non mi è mai piaciuta e molto spesso mi ha portata a scegliere con grande dispiacere altri materiali, non proprio green, su cui far stampare le mie illustrazioni.

Tutto questo però prima di vedere gli articoli che il personale preparatissimo di Volantini.com di Arti Grafiche Fimognari ha realizzato per me e mi ha gentilmente inviato!


Dunque, come prima cosa mi sono stati inviati dei notes con fogli in carta riciclata, per la precisione la "Flora" della Cordenons nella colorazione Avorio, rilegati con una spirale metallica e personalizzati con la stampa fronte/retro delle mie illustrazioni "Freedom" e "Vai ovunque ti porta il cuore".


La qualità di questi notes è davvero fantastica e non vedo l'ora di utilizzarli per abbozzarci idee, pensieri e progetti creativi! 

Mi sono state inviate anche delle cartoline realizzate sempre con la carta riciclata "Flora" della Cordenons nella colorazione Avorio e Anice e, inoltre, mi è stata inviata anche un'ulteriore versione stampata su carta patinata bianca opaca che ho trovato molto elegante e molto bella, ma niente a che fare con la magia della carta riciclata.


Comunque, nonostante le colorazioni anice e avorio delle carte scelte per la realizzazione dei notes e delle cartoline, la stampa delle illustrazioni non risulta per niente alterata e spenta, anzi ha assunto un tocco ancora più ricercato. Davvero un'ottima scelta e un ottimo lavoro da parte del personale di Volantini.com.

Anche il dettaglio delle scheggiature all'interno della carta è molto interessante, perché rende il tutto molto più romantico e sognante. Non trovate?

Infine, hanno realizzato per me anche delle bellissime penne ecologiche personalizzate con i titoli delle mie illustrazioni e con la mia firma. Fantastiche! Me ne sono innamorata appena le ho viste!

Ovviamente tutti gli articoli di cui vi ho  parlato in questo post possono essere richiesti e personalizzati con la stampa della vostra personalissima grafica o della grafica che più vi piace... ma non solo!

Per quanto riguarda i notes, infatti, è possibile scegliere le dimensioni, la tipologia di carta e addirittura la rilegatura.
Anche le cartoline è possibile personalizzarle nella dimensione e nella tipologia di carta che preferite.

Per qualsiasi dubbio o necessità comunque vi consiglio vivamente di contattare il personale, che saprà sicuramente guidarvi nella scelta di ciò che fa più al caso vostro e saprà far diventare ogni vostra idea realtà!

Potete realizzare cartoline, notes e penne ecologiche personalizzate per un evento, per creare un fantastico set regalo da donare ad un amante della scrittura o semplicemente per voi stessi, per distinguervi dalla massa e portare sempre con voi una piccola parte del vostro stile!

Però, nel caso in cui nessuno di questi articoli vi ha ispirato e siete alla ricerca di un'idea creativa per un'inaugurazione, un evento da ricordare, un regalo per voi stessi o per una persona speciale, vi invito a visitare il loro shop online per scoprire le infinite  possibilità di personalizzazione che
Volantini.com può realizzare per voi!

A presto,

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giovedì 22 ottobre 2020

Decorazioni per una merenda paurosa a tema Halloween! (Tutorial + Stampabili)

Ciao creativi!

Oggi vogliamo mostrarvi un'idea creativa per realizzare delle decorazioni "paurose" per una merenda a tema Halloween!

In particolare vi mostreremo come realizzare, utilizzando la fantastica colla Vinavil Speciale Scuola testata dermatologicamente e priva di allergeni, dei sottobicchieri ragnatela e dei topper teschietti.

Occorrente per realizzare i sottobicchieri ragnatela:


- colla Vinavil Speciale Scuola
- acrilici
- siringa senza ago da 5 ml
- stampa delle sagome delle ragnatele (che potete scaricare QUI)
- superficie in vetro o una qualsiasi superficie liscia e trasparente
- ciotolina o bicchiere e cucchiaino o qualsiasi altra cosa per mescolare

Come prima cosa versate un po' di Vinavil Speciale Scuola in una ciotolina o in un bicchiere e aggiungete un po' di colore acrilico a vostra scelta.
Noi abbiamo scelto di utilizzare per la realizzazione di una ragnatela il colore verde amarillo brillante, mentre per un’altra il colore arancio cadmio.
Voi scegliete il colore che più preferite e, una volta aggiunto alla colla vinilica, iniziate a mescolare servendovi di un cucchiaino o qualsiasi altra cosa fino ad ottenere una miscela dalla colorazione uniforme.

A questo punto riempite la siringa con la colla vinilica colorata e disponete la stampa delle sagome delle ragnatele al di sotto della superficie in vetro o di una qualsiasi superficie liscia e trasparente.

Abbiamo disposto più sagome in un foglio in modo che se vorrete realizzare più sottobicchieri non dovrete spostare continuamente il foglio.

Ora arriva la parte più divertente: prendete la siringa precedentemente riempita di colla vinilica colorata e, come se aveste in mano una sacca a poche piena di glassa, iniziate a seguire l'intera sagoma della ragnatela ricalcandola da sopra la superficie trasparente.


Una volta conclusa la fase di ricalco, lasciate ad asciugare la vostra creazione per una notte intera.
Durante la fase di asciugatura, fate attenzione a non far cadere nulla sulla ragnatela e a non muovere la superficie.

Una volta asciutta, staccate la vostra creazione lentamente dalla superficie ed ecco che avrete ottenuto un sottobicchiere ragnatela sul quale appoggiare il vostro bicchiere pieno di gustose pozioni magiche!

Ora vediamo invece come realizzare dei topper teschietti per decorare panini, tramezzini, muffin, torte o tutto ciò che vi va!

Occorrente per realizzare i topper teschietti:


- colla Vinavil Speciale Scuola
- pennello piccolo
- foglio di tetra pak (potete recuperarlo da un brik del latte o del succo di frutta)
- bastoncini di legno per spiedini
- stampa delle sagome dei teschietti (che potete scaricare QUI)
- nastrini colorati di stoffa (se non li avete potete ritagliare voi delle striscioline di stoffa)
- forbici e taglierino bisturi


Come prima cosa ritagliate l’intera sagoma nera del teschietto dal foglio che avete stampato e incollate il retro (ovvero la parte bianca) su un foglio di tetra pak dal lato pieno di scritte senza alluminio, ovviamente utilizzando la fantastica colla Vinavil Speciale Scuola.
Dopodiché aspettate 2-3 minuti che si asciughi.
A questo punto, con un paio di forbici ritagliate nuovamente la sagoma del teschietto eliminando tutto il tetra pak intorno in eccesso e successivamente, con l’aiuto di un taglierino bisturi, intagliate gli occhi ed il naso in modo da “svuotarli”.


Ecco quindi che avete ottenuto un teschietto da un lato tutto nero (questo sarà il retro del vostro topper) e da un lato tutto argentato (questa invece sarà la parte frontale).
Ora non vi resta che incollare il bastoncino in legno, che potete tagliare della misura che preferite in base a dove andrete a mettere il topper, sul retro del teschietto utilizzando la nostra colla vinilica preferita.
Sempre sul retro, precisamente sul bastoncino in legno o comunque molto vicino ad esso, incollate qualche nastrino colorato oppure qualche strisciolina di stoffa.

 
Infine vi basterà incollare la strisciolina nera (che potete ritagliare dallo stampabile) sul bastoncino e sui nastrini, in modo tale da fissare meglio tutto e al tempo stesso coprire tutti gli attacchi.

Come ultimissimo passaggio cospargete di colla Vinavil Speciale Scuola tutta la faccia nera sul retro, strisciolina nera inclusa, e lasciate asciugare.
Questo passaggio renderà lucida tutta la faccia.

Per un tocco più simpatico: decorate con un piccolo fiocco la faccia frontale di un teschietto. Per incollarlo potete utilizzare benissimo la colla vinilica.

Buona e paurosa merenda di Halloween a tutti!


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giovedì 15 ottobre 2020

Intervista a Federica Severi di Mani d’Inchiostro: l’arte come libertà di espressione.

Federica Severi, nasce come ceramista ma per motivi vari sceglie di dedicarsi al disegno e alla pittura.

Il suo mondo profuma di natura, libertà ed emozioni intense ed è possibile percepire tutto ciò in ogni pennellata dei suoi dipinti e in ogni tratto dei suoi disegni.

Vi va di sporcarvi un po’ i piedi entrandoci a piccoli passi?

Allora leggete quest’intervista!

Buona lettura!

- FrancescArte : Innanzitutto raccontaci un po', come hai capito di volerti occupare di arte? C'è stato un qualcosa, un aneddoto in particolare che ti ha fatto capire che l'arte era davvero parte di te?

“Ho desiderato fin da bambina occuparmi di arte, credo sia sempre stata nel mio sangue: non facevo altro che disegnare, dipingere, cantare, ballare. Ricordo che all'età di 8 anni circa, me ne stavo seduta sul mio letto con il flauto dolce della scuola ed iniziai ad intonare come per magia alcune canzoni ad orecchio: penso di aver capito in quel  momento che l' arte, in varie forme, scorreva nelle mie vene.”

- J.C. : Che tu abbia una buona base tecnica non si discute. Ma hai imparato a dipingere da autodidatta, hai conseguito studi di arte o hai partecipato a corsi?

“Ho frequentato l'Istituto D'Arte per la Ceramica a Faenza e mi sono specializzata in arte della maiolica, ovviamente c' erano anche materie di disegno e io adoravo disegno dal vero… mi perdevo per 4 ore nel mio mondo e il tempo sembrava volare.”


-  FrancescArte : Osservando le tue opere è possibile notare quanto è ampio il tuo bagaglio artistico. Infatti, i tuoi lavori spaziano da pura arte pittorica tradizionale ad uno stile più essenziale e minimal. Ma quale dei due stili senti che ti appartiene di più?

“Il mio stile è molto variegato e sempre in evoluzione, un po' come la mia personalità, che combina momenti di grande pragmaticità ad altri in cui la mia
fantasia vola a briglia scolta, per questo non mi sento di mettere in classifica le varie tipologie di stile a cui mi approccio.”

-  FrancescArte : Come abbiamo già accennato nella tua presentazione tu nasci come ceramista, ma per motivi di spazio hai dovuto abbandonare questo settore e successivamente ti sei dedicata alla pittura.
Avendo vissuto entrambe le cose riesci a spiegarci brevemente cosa trasmette la lavorazione della ceramica e cosa la pittura? Inoltre, hai smesso totalmente di realizzare opere in ceramica?

“Dunque... ho studiato ceramica, poi per ragioni di spazio, tempo, energia e denaro mi sono dedicata ad altri tipi di produzioni tra cui il disegno e la pittura. Posso dire che la  pittura per me rappresenta un mezzo di espressione più immediato, mentre la ceramica ha come pregio quello di permettere di creare oggetti di uso comune, seppur artistici, ma comunque  con tempi di lavorazione più prolungati. Inoltre, il difetto di necessitare di attrezzature ingombranti e costose, ha significato per me non poter più riprendere.”

- J.C. : I tuoi dipinti fanno percepire molte sensazioni, tra tutte è molto percettibile un irrefrenabile richiamo alla libertà. Sono le emozioni che vivi le tue muse ispiratrici? Inoltre, le tue opere ritraggono spesso, se non praticamente sempre, paesaggi naturalistici. Quanto è importante per te la natura? Hai mai dipinto immersa nella natura oppure trovi meglio l'ispirazione in un luogo più circoscritto?

“Ho un legame molto speciale con la natura e mi sento profondamente parte di essa, penso che si possa notare curiosando tra i vari soggetti dipinti nel tempo. Ritengo che la  vera libertà oggigiorno sia avere la fortuna di vivere lontani da città caotiche e dalla civiltà
che ospitano e penso che la vera ricchezza stia nelle cose semplici.

Sono proprio queste ultime a regalarmi le emozioni più intense, che mi riportano a me stessa. Cosa c'è di più bello che immergersi nella tranquillità e dipingere per ore e ore, lasciando che fluisca fuori ciò che ci attraversa?

Spesso dipingo elementi naturali e amo particolarmente le ripetizioni ossessive della natura nella loro pura perfezione, ma solitamente non ritraggo, bensì mi lascio ispirare dall'interno. Di solito le mie pitture sono precedute da un momento di raccoglimento in cui i miei occhi chiusi spaziano e  vedono immagini che poi diventano lo spunto per cominciare e poi via via, lasciarmi trasportare.”

- FrancescArte : Oltre a dipingere su tele, carta e varie superfici realizzi anche tantissimi oggetti dipinti a mano come ad esempio orecchini, shopper bag, box. Ma come è nata l'idea di trasferire la tua arte su bijoux e accessori?

“Probabilmente le mie origini da ceramista mi hanno portata a sentire il desiderio di lavorare anche in tridimensionale, da qui mi è venuta
l'idea di creare oggetti come bigiotteria, shopper, scatole… inoltre amo sperimentare i materiali, manipolare, personalizzare le tecniche e usare l'ingegno nelle creazioni.
I miei oggetti sono sempre diversi e non amo realizzare produzioni in serie, per quelle esistono le macchine.”

- FrancescArte : Il dipinto più lungo e impegnativo che tu abbia mai hai realizzato?

“Il dipinto più impegnativo credo sia stato quello che mi fu commissionato circa 3 anni fa. Rappresenta il borgo in cui vivo in maniera stilizzata, nello stile che all'epoca usavo per la maggiore, ovvero utilizzando pennino e pennelli con i colori a china.”

- J.C. : Hai mai esposto i tuoi lavori artistici in una tua mostra personale? Se sì, ci racconti la tua esperienza? Che emozioni hai provato? In caso contrario, ti piacerebbe realizzare una?  

“Ho esposto i miei  lavori in un paio di mostre personali. La prima volta ero molto preoccupata di “fare fiasco” ma in realtà andò abbastanza bene.  Poi in seguito ho esposto nel circolo culturale ed artistico "Estro-Lo spazio delle idee", nel centro storico di Imola, dove opero dall'8 dicembre dello scorso anno e avrei intenzione di ripetere nel periodo natalizio… speriamo!“

- J.C. : Attribuiresti all'arte il termine "follia"? Tu che sei un'artista, ti senti un po' folle?
“L'arte viene associata alla follia, invece io trovo sia più corretto associarla al genialità, all'estro, alla capacità di esprimersi attraverso mezzi più disparati anche in seguito ad una preparazione, alla professionalità, allo studio e ai ripetuti tentativi, alla tenacia e all'autodeterminazione.“

Noi ti auguriamo di mantenere sempre quella tenacia che ti contraddistingue e di continuare a sognare con la tua Arte.
Grazie mille per quest’intervista!

- Federica Severi Mani D'Inchiostro Facebook  
- Federica Severi Mani D'Inchiostro Instagram
- Federica Severi Mani D'Inchiostro Etsy


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venerdì 9 ottobre 2020

Intervista a Amrita Fascia Portabebé: il babywearing come costruzione di legami profondi ed indissolubili.

 

Nicoletta Bressan, o più conosciuta come “Amrita Maitri”, è un'educatrice perinatale e una consulente babywearing molto creativa e appassionata di made in Italy.

La sua attività consiste nella creazione di fasce e altri supporti portabebé, dal disegno alla confezione: cerca e sceglie, con un esperto tessitore, filati e blend, crea con carta e matita i disegni lasciandosi ispirare dal mondo circostante, e poi, dopo la tessitura, cuce i portabebé uno per uno.

Grazie a lei abbiamo scoperto un modo  davvero profondo di comunicare e di costruire legami con i propri piccoli. Un nutrimento da cuore a cuore.

Vi va di scoprire di cosa stiamo parlando e molto altro ancora in questa bellissima intervista?

Allora buona lettura!


- FrancescArte : Ciao Nicoletta e innanzitutto grazie per aver scelto di volerti raccontare a noi. Come è nata la tua passione e il tuo studio per il babywearing? Il tuo stare a stretto contatto con neo mamme e neonati grazie al tuo lavoro come educatrice perinatale, ti ha dato una maggior spinta nel voler approfondire questa pratica?
“Ciao e grazie per avermi dato la possibilità di raccontarmi!
La mia passione per il babywearing nasce un  bel po' di anni fa, nel 2009, quando ancora studiavo in università. Quell'anno svolgevo una ricerca qualitativa presso un consultorio familiare per la stesura della mia tesi di laurea. Un pomeriggio, una delle mamme che frequentavano il consultorio, è arrivata a un incontro in ritardo, tutta trafelata, avvolta in quella che poi avrei scoperto essere una fascia, con il suo bimbo totalmente sostenuto cuore a cuore. Ho osservato questa mamma slegarsi la fascia e poggiare dolcemente il bambino a terra e mi è scattata la scintilla, amore a prima vista! Questa mamma aveva avuto tutta una serie di problemi nel post-parto, aveva vissuto la separazione dal bebé subito quando nascita, poi aveva sperimentato problemi nell'allattamento: la fascia era arrivata come una manna per ricollegare e curare il rapporto tra lei e il suo bimbo. In quel periodo, studiavo gli effetti della medicalizzazione del parto sul vissuto personale del parto e della nascita;  scoprire uno strumento che dava tutta l'impressione di poter ritessere il legame fra la mamma e il bebè, laddove interrotto o inficiato da accadimenti di diversa natura mi ha subito affascinato.
Quindi, direi che sicuramente sì, il lavoro di educatrice perinatale mi ha portato a riconoscere le potenzialità insite nel babywearing e a volerle approfondire molto negli anni seguenti, oltre ad avermi aiutato anche a diffonderle presso i genitori.”

- J.C. : Spieghi ai nostri lettori cos'è il babywearing o arte del portare e quali benifici può dare al bambino e ai suoi genitori?
“Baby Wearing significa, letteralmente, "indossare il bebé", quindi può riferirsi semplicemente all'atto di tenere vicino a sé o trasportare un neonato o un bambino piccolo usando un supporto di stoffa. Differisce dal Baby Carrying che significa, a più ampio raggio, "portare" o "trasportare" un bebé, riferito sia all'atto di portare in braccio che di portare in fascia o con altri supporti.

Tenere a contatto con il proprio corpo i neonati è naturale e universale, i portabebé rendono questa pratica più facile e più comoda, perché i genitori o le altre persone che si prendono cura dei piccoli hanno la possibilità di offrire contenimento e conforto mentre svolgono le attività quotidiane, dalle più banali (es. pranzare serenamente) alle più complesse (es. lavorare come parrucchiera, fare lunghe camminate in montagna..).  Si parla di "arte" del portare perché dietro all'uso dei portabebé c'è molto più di quello che si vede: si toccano ambiti educativi, stili di accudimento, storia e vissuti di chi porta e di chi è portato, postura e fisiologia, tecniche tessili... Quando usiamo una fascia, indossiamo molto più di un pezzo di stoffa: il contatto continuo, la pressione, il contenimento, la prossimità, lavorano a livelli molto profondi nei genitori e nei bimbi, andando a toccare corde insospettabili da chi non osserva con attenzione (o non sperimenta!) questa esperienza. Io lavoro molto anche con il rebozo: uno scialle di origine mesoamericana con cui vengono effettuati massaggi soprattutto per la ciclicità femminile e in correlazione al percorso nascita; la pratica e la saggezza insita in questa tradizione mi hanno insegnato a percepire ancora più profondamente tutti i cambiamenti che avvengono nel nostro corpo quando si sente contenuto e coccolato come quando eravamo in utero.
I benefici primari dei piccoli nascono proprio da questo senso di ritrovare la calma e il conforto dell'utero: i bimbi piangono di meno e dormono di più perché sono contenuti e protetti; vicino al cuore della mamma o del papà ritrovano il suono antico di quando erano nel grembo e ne vengono rassicurati. L'esperienza in fascia aiuta moltissimo nei primi tempi di adattamento alla vita fuori dal grembo, perché funge da "filtro" verso l'esterno e consente ai piccoli di rilasciare le tensioni, per questo motivo può aiutare a ridurre anche il tipico pianto serale e le coliche, poiché distende e rilassa profondamente i neonati.
Portare favorisce l'allattamento e aiuta in caso di difficoltà nella sua gestione, perché il contatto continuo fa produrre nella mamma e nel bebé l’ossitocina, ormone del relax e del benessere, importantissimo nella produzione e nella secrezione del latte materno. L'ossitocina ha inoltre un importante ruolo nella cura delle ferite e nella ripresa fisica, quindi aiuta grandi e piccini a stare meglio e a innalzare le difese immunitarie, oltre che ad assimilare meglio i nutrienti e a ridurre la risposta agli stress.
Portare aiuta nel caso di bambini nati prematuri e di interruzione precoce del legame mamma-bambino:
è dimostrato che i prematuri portati in fascia aumentano di peso più velocemente e le loro funzioni vitali si stabilizzano più rapidamente (in particolare l’uso della fascia con i bimbi prematuri viene chiamata marsupioterapia o kangaroo therapy); il riavvicinamento di mamma e bambino tramite il contatto permette loro di riprendere più efficacemente le fila di un legame precocemente interrotto dal distacco o dall’ospedalizzazione.
È un supporto valido quando i bambini richiedono la presenza continua della mamma con pianti insistenti (per qualsiasi motivo questo possa avvenire): il bambino portato in fascia sente la presenza continua della mamma, che ha comunque le mani libere per poter svolgere le indispensabili incombenze quotidiane.
Portare promuove lo sviluppo motorio del bebé: il piccolo nella fascia non è passivo ma il suo corpo si muove insieme a quello della mamma, percependone i cambiamenti e recependo impulsi diretti ai muscoli e ai sensi dell’equilibrio; il piccolo sperimenta il mondo in cui vive la mamma: dalla fascia vede i colori e gli ambienti che la mamma vede, sente gli stessi odori e ode gli stessi i suoni; le posizioni del bambino portato variano col variare della sua età e del suo peso, essendo sempre quelle fisiologiche rispetto alla sua crescita.
La fascia è un ambiente ideale per tutti i bambini, non solo per quelli più difficili da gestire, o con problemi, perché anche i bimbi sani e sempre sorridenti traggono gli stessi benefici dall’essere portati: perché privare loro di un’esperienza colma di tenerezza e piena di stimoli positivi?
Per quanto riguarda i genitori, le mamme hanno la possibilità di elaborare in modo più efficace il cambiamento da una totale fusionalità alla separazione, percepiscono meglio i bisogni dei bimbi e sono facilitate nell'allattamento, anche dal punto di vista della discrezione se ne hanno piacere (nel momento in cui allattano fuori casa, il seno resta parzialmente coperto dal portabebé). I papà hanno il tempo di conoscere meglio i piccoli, e anche di percepire sensazioni molto simili a quelle vissute dalla mamme in attesa (sentire il piccolo che si muove, si sposta, scalcia..) attraverso una presenza continua e un vissuto profondo. I benefici per entrambi sono poi in termini di praticità: si hanno le mani libere per svolgere le attività quotidiane e prendersi cura del bimbo nello stesso momento, anche se ci sono altri fratelli da accudire. I portabebé forniscono un fantastico sostegno per la schiena (soprattutto la fascia) anche quando i bimbi crescono, perché il peso viene distribuito equamente, evitando di far assumere posizioni asimmetriche che solitamente fanno dolorare schiena e braccia per il sostegno del peso del bambino. Si ha un minimo ingombro per spostarsi in città e in viaggio senza carrozzina o passeggino (che pesano e occupano spazio), nonostante le barriere architettoniche (scale, spazi stretti) e i mezzi pubblici, anche se piove. I portabebé possono essere tranquillamente usati da tutti coloro che si prendono cura dei bambini (mamme, papà, zii, nonni, baby sitter, educatrici...), perché essi usufruiscono degli stessi benefici e della praticità sopra detta.”

- FrancescArte : Anche in casi come displasia dell'anca, Sindrome di Down ed ipotonia il babywearing può portare benefici. Ci spieghi come?
“Per quanto riguarda la displasia dell'anca, l'uso della fascia portabebé (e di altri supporti ergonomici) è da considerarsi come misura preventiva e come supporto all'utilizzo dell'eventuale divaricatore quando questa sia già presente. Per semplificare, diciamo che la posizione del bimbo portato sul fianco del genitore permette il perfetto posizionamento del femore rispetto all'anca poiché è molto simile a quella indicata in campo medico per la prevenzione e la cura della displasia. Anche quando il dispositivo medico è già in uso e il bimbo deve tenere il tutore o il divaricatore per diverse ore al giorno, portare può essere di grande aiuto: per potenziare gli effetti del tutore, quando questo non viene usato, o anche solo per trovare modo di avvicinarsi ai piccoli. Mi spiego meglio. Un neonato con il tutore o il divaricatore appare spesso come fragile e i genitori evitano di mobilizzarlo il più possibile per paura di sbagliare, limitando così anche il tanto benefico contatto: sapere di poter portare e coccolare il proprio bimbo rispettando la sua cura in tutta sicurezza è di grande aiuto a questi genitori.
Portare in fascia aiuta i bambini con Sindrome di Down e/o ipotonia aiuta a mantenere le gambe nella posizione ottimale, come già detto sopra: il basso tono muscolare di questi bimbi li porta ad essere soggetti alla displasia dell'anca e ad avere un tono muscolare non sufficiente per il sostentamento precoce del corpo e della testa (tutti i bimbi alla nascita non sono in grado di reggere la propria testa, ma questa capacità si sviluppa nel tempo, con variazioni, dai 2-3 ai 6 mesi del bambino, fino al conseguimento della posizione seduta e poi della stazione eretta). Attraverso la fascia portabebé, le gambe dei bambini vengono mantenute nella posizione corretta e il loro corpo e la loro testa vengono sostenuti correttamente. Inoltre essere portati promuove la stimolazione sensoriale e del senso dell'equilibrio e favorisce lo sviluppo muscolare e l'evoluzione delle attività motorie: questo avviene grazie al contatto con il corpo del genitore, il quale è in continuo movimento, e alla modalità di affacciarsi al mondo progressiva e mediata dalla presenza del genitore.

Questo tipo di stimolazione è doppiamente importante per quei bambini che nel loro percorso di crescita possono avere difficoltà o lentezza nello sviluppo e nell'acquisizione delle abilità caratteristiche.
Tutti i bambini con problemi, che magari hanno subito una separazione precoce dalla mamma per necessità di medicalizzazione e cure tempestive e/o prolungate, beneficiano enormemente del contatto pelle a pelle e dell'essere portati da mamma e papà, sviluppando un attaccamento più sicuro. Tutti i genitori beneficiano di questo contatto e della progressiva ripresa e arricchimento del legame con i propri bambini, soprattutto qualora precocemente interrotto.
Tengo tantissimo a questa tematica e mi prendo tanto a cuore le situazioni in cui a essere portati sono bimbi con delle difficoltà. So che la fascia portabebé non è una panacea per tutti i mali. Ma il contatto sì. Anzi probabilmente è molto di più. Sono anni che studio gli effetti del contatto tra gli esseri umani (e non!) e non ho mai trovato articolo o evidenza scientifica che lo sconsigli o che lo trovi controproducente rispetto a un qualsiasi tipo di terapia.
Il merito è sicuramente dell'ossitocina, un ormone dagli effetti misteriosi e straordinari, potentissimi dal punto di vista curativo, della crescita e del benessere fisico e psicologico. I bambini (e gli adulti) malati, con qualsiasi problema o patologia, beneficiano di questo immenso scambio d'amore. Anche quando la malattia è sconosciuta, anche quando ci viene detto che siamo pazzi, che non ci sono speranze, che non si può più fare niente: attraverso i nostri corpi scorre un'energia e l'amore ne è un fortissimo veicolo. Ho visto mamme e papà lottare con tutte le loro forze, credere, fare di tutto, e soprattutto stringersi al petto i propri bimbi malati. Nessuna medicina o cura avrebbe potuto sostituire quegli abbracci, anche quando i genitori erano stremati, quell'amore sconfinato fornisce ai bimbi l'energia per fare un passo ancora, per tenere duro ancora un po', a volte per guarire. Conosco storie di bimbi a cui il contatto ha salvato la vita. Bimbi paralizzati, con gravissime disabilità, con problemi a volte non riconosciuti che hanno rischiato di ucciderli. Non dirò che sono miracoli, perché credo che il potere curativo non sia solo nei farmaci, né solo nella tecnica, ma anche in ognuno di noi. Conosco anche storie di bimbi che, nonostante una grandissima forza per stare al mondo, ad un certo punto hanno lasciato i loro genitori. Non conosco nessuna storia in cui il contatto prolungato non abbia aiutato questi bimbi e i loro genitori a innalzare la qualità della loro vita, anche se solo per un periodo breve, prima del saluto. Penso che anche quando i bimbi hanno dei problemi, sono ospedalizzati, malati, con disabilità, con tubicini che escono da ogni parte, con tutori che sembrano allontanarci ancora di più da loro, il contatto dia la forza per stare più vicini, per riappacificarci un poco con il mondo, per arricchire il legame, per farci e farli stare meglio.”

-  FrancescArte : Il contatto... che cosa meravigliosa! É uno dei bisogni che più ricerchiamo sin da neonati e le tue fasce ed i tuoi supporti portabebè artigianali sono studiati proprio per mantenere il contatto ed il legame tra genitori e neonato. Ma come vengono realizzati? Ci descrivi un po' le varie fasi di creazione?
“La realizzazione dei portabebé è una storia di grande creatività! La prima fase è la selezione dei filati: consiste nella ricerca di fibre adeguate, molto comuni o particolari per la tessitura; devono essere del giusto spessore e ideali per il sostegno del peso, ma anche per conferire morbidezza. La scelta e la mischia delle varie fibre permette di realizzare le stoffe più particolari e ricercate, che scaricano bene il peso del bebé pur rimanendo sottili e ariose. A volte la selezione viene fatta già con in mente un particolare tipo di fascia da realizzare, a volte semplicemente lasciandosi ispirare dal materiale. I filati selezionati sono sempre a prevalenza italiana, poi europea e poi considerando il resto del mondo (lavoro molto, per esempio, con la Tollegno 1900 di Biella, Il Linificio e Canapifico Nazionale di Villa D'Almé, il tintore è del Varesotto..). Si crea poi un disegno, che nel mio caso viene realizzato ancora a matita su carta, ma poi verrà digitalizzato per la tessitura. Si prepara una certa metratura di ordito (il filo che fa da "base", su cui la trama, nell'intrecciarsi, crea il disegno) e poi si iniziano le prove di tessitura, per valutare se la tecnica tessile preferita nel momento della progettazione è funzionale al materiale prescelto e a diventare un portabebé. Si fanno dei test, sulla tensione, sul lavaggio, sulla tenuta, perché ovviamente le fasce dovranno essere sicure e utilizzabili a lungo nel tempo, tra lavaggi, sprimacciamenti e coccole! Quando i test sono soddisfacenti, inizia la tessitura vera e propria, con il disegno selezionato, realizzata anch'essa in Italia, in una piccola azienda familiare di lunga tradizione nella tessitura artistica. Quando la bobina è pronta, la taglio e inizio a cucire i differenti portabebé.”

- J.C. : Abbiamo notato che sul tuo sito sono presenti tantissimi modelli di fasce e supporti portabebè, ognuno con le proprie caratteristiche, proprio per soddisfare ogni esigenza. Potresti spiegarci brevemente qualche differenza tra i vari modelli?
“Certo! Sul sito si trovano fasce tessute (o rigide), fasce ad anelli, bei dai e marsupi, tutti realizzati con le stoffe create con il procedimento sopra descritto.
Le fasce tessute (woven wrap) hanno differenti lunghezze, evidenziate dalle rispettive taglie (questo per adattarsi ai diversi fisici ma anche alle legature che si preferisce effettuare); non sono elastiche e possono essere totalmente in cotone oppure essere composte da una un mix di fibre naturali. Questa tipologia è quella che permette un maggior numero di legature, per portare davanti, sul fianco e anche dietro sulla schiena, dipende un po' dalla taglia scelta, dall'inventiva e dalla stagione! E' molto versatile e può essere usata dalla nascita per tutto il percorso portato. Inizialmente la fascia è leggermente più impegnativa da usare : bisogna abituarsi e prenderci la mano, ma le legature si imparano facilmente e si possono trovare veramente tantissimi modi per indossarla e arriva a essere davvero una seconda pelle. Questa è anche la fascia indicata per bambini con ipotonia, Sindrome di Down, displasia dell'anca, perché garantisce un maggiore supporto e contenimento.
Se dovessi consigliare una fascia a priori, senza avere nessuna informazione rispetto all'utilizzo che ne sarà fatto, consiglierei sicuramente questa: decisamente la più sfruttabile nel tempo e nello spazio, è quella che supporta e contiene meglio anche i bimbi più piccoli, oltre al fatto che è perfettamente utilizzabile anche dal papà, è quella che sostiene meglio la schiena (permettendo di effettuare legature che scaricano il peso su entrambe le spalle) e permette la totale libertà di movimento. Tutte le fasce rigide hanno un'etichetta a cuoricino nel mezzo, per permettere di trovare con facilità il centro semplicemente scorrendo l'orlo con le dita; le code terminali delle fasce sono tagliate in diagonale per rendere più semplice e meno ingombrante e il nodo di chiusura.
La fascia ad anelli (ring sling) misura 2 metri e non necessita di legature. È una tipologia di fascia molto rapida da usare: una volta preparata, si infila agevolmente dalla testa, anche se è meno versatile e scarica il peso su una sola spalla. Per la velocità d'uso e per la resistenza è consigliabile per i genitori che iniziano a portare quando il bambino ha già qualche mese, o come supporto in più nei viaggi (risultano per esempio più utili nel caso di bimbi che già camminano un po' da soli, ma che spesso si rintanano nelle braccia della mamma), anche se può essere usata dalla nascita del bebé. Anche questa tipologia è facilmente utilizzabile dai papà, perché si può variare la misura usando gli anelli. Gli anelli usati nelle fasce sono in alluminio pressofuso, cioè fusi in un pezzo unico, non presentano quindi giunture che potrebbero andare a rompersi con l'uso e sono resistenti e garantiti per ogni peso portato.
Il Meh Dai o Bei Dai è un supporto di origine asiatica, che in Occidente è andato modulando un po' le sue caratteristiche iniziali. È un portabebé morbido, di tessuto, composto da un corpo sagomato e delle fasce lunghe: combina così la comodità delle fasce avvolgenti alla rapidità d'uso del corpo più strutturato. E' più simile a un marsupio ma ha il pregio di essere più leggero e di adattarsi meglio al corpo del bambino e del genitore proprio grazie alle fasce. Permette di portare davanti, sul fianco e dietro sulla schiena e può essere utilizzato indicativamente a partire dai 3 mesi del bambino, quando sorregge la testa. E' anche dotato di un reggitesta ripiegabile (e fissabili ai passanti posti sulle fasce) che è molto utile quando per salvaguardare il bimbo dalle aggressioni metereologiche (sole diretto, vento) oppure per sostenere la testa quando dorme e rende il bei tai più contenitivo.
Il marsupio ergonomico è un supporto portabebé strutturato, formato da un corpo di stoffa e degli spallacci con cinghie. Il corpo crea una sorta di tasca dove inserire il bambino, regolabile in larghezza e altezza grazie ai moschettoni fissati sulle cinghie. È un supporto rapido da legare ma spesso più difficile da adattare alle varie posizioni e da regolare in modo perfetto a seconda del corpo del bambino, è considerato più "normale", più occidentale rispetto alle altre tipologie di portabebé, ma dal mio punto di vista non riesce mai totalmente ad equiparare la comodità di una fascia, perché quest'ultima si sagoma perfettamente sul corpo del portatore e del portato, come un abito confezionato su misura. Per garantire maggiore comodità, esistono varie taglie di marsupio, per usarlo da circa 4-6 mesi fino a circa 3 anni del bambino. Solo un piccolo appunto su questa tipologia di portabebé. La maggior parte dei marsupi più commerciali non rispetta la fisiologia dei bimbi: ha la seduta stretta che lascia a penzoloni le gambe del piccolo, non consente di regolare sufficientemente la tasca in modo da mantenere il corpo del bambino adeso a quello del genitore e sostenere così schiena e testa, infine prevede spesso l’uso della posizione fronte al mondo. I marsupi ergonomici si differenziano da quelli non fisiologici per: la seduta larga (almeno di 35-40 cm, variabile a seconda dell’età del bimbo), la posizione che permettono di ottenere e l’alto grado di regolazione delle cinghie, per supportare totalmente il corpo del bebé.”

- J.C. : Una delle cose che più ci ha colpito delle tue fasce portabebè è la vastità di stampe e cromie utilizzate. Ce ne sono davvero per tutti i gusti e per tutte personalità: da stoffe con colori e stampe molto esotiche e sgargianti, a stoffe con colorazioni e stampe più delicate e semplici. Questa è una cosa molto bella perché permette a chi le indossa di non rinunciare al proprio stile... ma dove trovi l'ispirazione per realizzare così tante fantasie e colorazioni?   
“Per prima cosa mi preme molto specificare che i disegni e i colori non sono stampati ma tessuti: a una prima osservazione la differenza può parere banale, ma è proprio questo dettaglio che rende le stoffe così pregiate e che ne modula il sostegno del peso e la facilità di legatura e, secondo me, rende i tessuti molto più affascinanti, ognuno con caratteristiche specifiche a seconda di come avviene l'intreccio. Tutte le stoffe sono realizzate a telaio Jacquard e da esso prendono il nome.  Con il termine "Jacquard" si intende quel tessuto in cui un motivo, più o meno elaborato, viene tessuto direttamente nella stoffa, invece di essere disegnato o stampato. Il disegno viene infatti a crearsi tramite il continuo intreccio di due componenti :

-l'ordito, cioè la base, l'insieme di fili disposti parallelamente in modo longitudinale
-la trama, cioè il filo che si inserisce a più riprese all'interno dei fili che formano l'ordito, andando a costituire l'intreccio o armatura (cioè il disegno e il tessuto stesso).
Per quanto riguarda le cromie e i disegni, la maggior parte prende ispirazione dalla natura: ci sono fiori, piante, animali, mari, montagne, nuvole, elementi più stilizzati ripetuti che ricordano steli... Penso che la natura sia la fonte di ispirazione più maestosa, perché crea dal nulla esseri coloratissimi, con sfumature pressoché irripetibili, come calmanti pattern che rilassano lo sguardo e la mente. Per me, inoltre, è sempre fonte di pace e gioia potermi immergere in essa. Spesso, i disegni delle fasce nascono dai miei viaggi: ci sono ispirazioni colte in Africa, in America Centrale, in Indonesia, ma anche in Lapponia e in differenti aree della nostra bella Italia. Fra l'altro, in collezione tengo sempre almeno una fascia non tinta e non sbiancata, su cui cioè non sono stati usati agenti chimici (anche se sono certificati): da bambina e da adolescente ho sofferto molto di dermatite e ho a cuore l'attenzione all'uso di filati selezionati quando si parla di pelli delicate. È importante che i genitori conoscano l'impatto di quello che viene indossato per il rispetto della pelle loro e dei bambini, soprattutto quando ci siano già delle problematiche in corso.”

- J.C. : Hai mai pensato di realizzare una linea di abbigliamento premaman o per bebè?
“Sì, ci ho pensato spesso. Sarebbe bello creare con le mie stoffe tutta una serie di abiti che possano avvolgere grandi e piccini. Ho tutto: idee, cartamodelli, creatività. Tranne il tempo! Il mio lavoro è molto intenso e occupa davvero moltissimo tempo, perché oltre alla progettazione e alla creazione vera e propria, mi dedico alle consulenze e alla formazione, cioè ad accompagnare i genitori che portano a risolvere le difficoltà o a trovare le soluzioni migliori per loro, ma anche a insegnare a persone che diventeranno consulenti e che accompagneranno i genitori a loro volta. Inoltre, per poter fare questo tipo di attività, io stessa devo studiare molto e sono sempre in aggiornamento. Proprio per questo motivo, e per non accantonare totalmente i miei progetti, ho deciso di collaborare con una bravissima creativa che è anche più abile di me nella confezione degli abiti: si chiama Sissy, e l'avete intervistata qualche tempo fa! Lei realizza con scampoli delle mie stoffe tanti abiti e accessori e periodicamente collaboriamo anche alla progettazione di vestiti premaman o soluzioni che rendano più facile la vita dei genitori. Sicuramente una scelta feconda e promettente, grazie alle grandi competenze della mia collaboratrice!”

- J.C. : Qualche tuo progetto futuro?

“Nel mio futuro vorrei un nuovo viaggio, per cogliere qualche ispirazione differente e poi vorrei proseguire in un trend che ho avviato da qualche tempo ma a cui desidererei dedicarmi un po' di più: la ricerca, la selezione e il blend delle fibre. La ricerca sulle fibre tessili è vastissima, ci sono tante specie di piante e di animali diversi che conferiscono caratteristiche specifiche alle fibre e ai tessuti che ne derivano; per esempio, solo in Italia, crescono spontaneamente 12 specie diverse di lino, lo sapevate? I cotoni coltivati in zone più vicine al mare sono più pregiati o più resistenti, le pecorelle allevate nelle malghe dove si brucano particolari erbette hanno il vello più lucente e più ricco di proprietà curative.... è davvero un universo da esplorare, di nuovo un grandissimo dono della natura che mi piacerebbe esplorare ancora più approfonditamente.”

- FrancescArte : Descrivi le tue fasce portabebè con una parola, una soltanto, e spiegaci perché hai scelto proprio quella parola.  

“Nurture. Letteralmente, in italiano, significherebbe "nutrire", ma il significato del termine anglofono è più interessante: prendersi cura, nutrire, proteggere qualcosa o qualcuno, specialmente bambini o piante, e aiutarlo a svilupparsi (significato tradotto dal Cambridge Dictionary) sta a indicare un nutrimento affettivo profondo, benessere, appagamento. È parte della cura verso la persona, soprattutto verso chi è più piccolo o indifeso. Si parla anche di "nurturing touch", per andare a indicare come il tocco possa avere un'azione benefica, curativa, che nutre le profondità della persona.

Lo diceva già Leboyer negli anni '80:

<< I piccoli hanno bisogno di latte, sì.
Ma più ancora di essere amati e di ricevere carezze. (…)
Essere portati, cullati, carezzati, essere tenuti, massaggiati, sono tutti nutrimenti per i bambini piccoli, indispensabili, come le vitamine, i sali minerali e le proteine, se non di più.
Se il bambino viene privato di tutto questo e dell’odore, del calore e della voce che conosce bene, anche se gonfio di latte, si lascerà morire di fame. >>

(Leboyer F. (1996), Shantala. L’arte del massaggio indiano per far crescere i bambini felici, Sognonzo Tascabili, Milano).”

E anche tu, pur se in un modo differente, con quest’intervista ci hai nutrito.
Ci hai ricordato che non esiste anima che non abbia bisogno di un po’ d’amore e di profonda cura. Grazie.

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giovedì 8 ottobre 2020

Riproduzione in 3D della scrivania DIY di Penso Invento Creo.

Qualche mese fa ho presentato il modello 3D di uno sgabello basso shabby chic.
Quel progetto per quanto semplice potesse apparire, racchiudeva in sé un'importante caratteristica che strizza l'occhio al rispetto per l'ambiente: il legno usato per la sua realizzazione infatti, è stato interamente ricavato dal riciclo di un vecchio pallet. 

Mentre scrivevo quel post, che se ve lo foste persi potete recuperalo Qui, pensavo a quanto fosse bella l'idea di riciclare il legno del pallet per realizzare progetti creativi.
Così, provai a chiedervi
 se anche voi aveste mai realizzato un progetto di riciclo con questo tipo di materiale, che mettesse in mostra la vostra creatività e l'amore per il riuso.   

Una creativa si è fatta avanti, ed oggi per me è un piacere presentarvi il suo progetto creativo.



Di chi sto parlando? 
Della creativa Ilenia del Blog Penso Invento Creo.
Questa scrivania DIY oppure "fai da me", per usare l'espressione di Ilenia, ricicla ben due prodotti destinati allo smaltimento: un vecchio pallet e una bobina in legno avvolgicavo.
        

Per rendere il modello 3D della scrivania DIY il più realistico possibile, ho scelto di curare ogni piccolo dettaglio della scena. Infatti come potete vedere da questi rendering fotografici, ogni materiale è stato realizzato con cura.



Dal legno del pallet, al metallo dei chiodi, per poi passare alla smussatura dei vari oggetti che riempiono lo scenario.



Comunque a parte questa mia riproduzione in 3D, vi invito a leggere come è nato questo progetto sul suo Blog e inoltre vi invito a seguirla sui vari social Facebook, Twitter, Pinterest, Instagram e Youtube, per non perdervi nessuna novità.

Al prossimo modello 3D di…

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martedì 6 ottobre 2020

Mandala Lamp: da un flacone in plastica ad una lampada decorativa.

Ciao creativi!

Chi ci conosce un po', sa quanto teniamo al nostro pianeta e quanto cerchiamo di rispettarlo evitando di acquistare oggetti realizzati con materiali a grosso impatto ambientale.

Stiamo davvero molto attenti alle scelte che facciamo quotidianamente.

Ad esempio, cerchiamo sempre di acquistare prodotti che abbiano un packaging eco-friendly anche se non sempre ci è possibile evitare flaconi, tubetti e contenitori in plastica perché sono ancora molte quelle aziende, soprattutto nei settori di cosmetica e di alimentazione, che realizzano prodotti bio ma che per questione di igiene e praticità continuano ad utilizzare packaging non proprio innoqui per l'ambiente.

Quindi, non potendone fare totalmente a meno, ci è venuta una grande idea: riciclare creativamente tutti quei packaging che una volta concluso il loro scopo diventano rifiuti e vengono gettati via.

Ci è anche sembrato molto interessante coinvolgere in questa cosa diversi brand, chiedendo loro se avessero voluto avviare con noi una collaborazione che ci avrebbe permesso di intervenire in questa problematica con la nostra creatività, mostrando come i packaging dei loro prodotti una volta vuoti possano diventare progetti creativi e di design.

Ovviamente abbiamo proposto di riciclare sia packaging biodegradabili (carta, cartoncino, vetro) che packaging in plastica e quindi più difficili da smaltire.

Molti Brand non si sono dimostrati interessati alla nostra iniziativa e vedere  quanto l'inquinamento del nostro pianeta ed il riciclo creativo non fosse di loro interesse, ci ha delusi. Molto.

Molti altri invece hanno dimostrato molto entusiasmo e addirittura alcuni ci hanno detto di essere proprio alla ricerca di creativi come noi disposti a riciclare quei packaging non proprio eco-friendly che sono "costretti" ad utilizzare per alcuni loro prodotti.

E quale migliore occasione se non questa per dare il via a questa nostra iniziativa?

Quindi eccoci qui a mostrarvi il primo progetto creativo di questa serie.


Si tratta di una lampada decorativa che abbiamo realizzato riciclando il flacone di ricarica da un litro del gel detergente mani senza risciacquo di Momo Cosmetics (Qui è possibile leggere la nostra recensione a questo prodotto).

 

Avete presente quando sono gli oggetti stessi a suggerirvi cosa vorrebbero diventare? Quella vocina nella testa che vi dice "ehi, ehi! Non buttarmi! Potrei diventare...".

Ecco, è proprio ascoltando quella che abbiamo cominciato a progettare.

Bozza dopo bozza il disegno ha iniziato a prendere vita e rintaglio dopo rintaglio, piega dopo piega ha preso forma l'intera struttura della lampada.

Il flacone è diventato così un susseguirsi di fiori socchiusi e aperti che vanno a creare un ipnotico gioco di forme disposte in cerchio: nasce da qui il nome "Mandala Lamp".

 

La stessa fantasia è presente anche nel cartoncino decorato con il quale abbiamo rivestito il fondo della lampada.


È bastato realizzare una piccola struttura al suo interno con un ulteriore contenitore trasparente del diametro giusto che abbiamo fissato sul fondo e inserire un portalampada con cavo (anche questi componenti recuperati da vecchi oggetti) e una lampadina a LED, per potersi godere il meraviglioso effetto che si va a creare quando i fasci di luce fuoriescono dai vari rintagli.

 



Che altro aggiungere se non che siamo davvero soddisfatti di aver utilizzato la nostra creatività per riciclare questo flacone di plastica, perché oltre a non aver contribuito all'inquinamento del pianeta gettandolo via, abbiamo ottenuto un oggetto di design in grado di farci compagnia e rendere magico ogni nostro momento speciale! 

 

A presto,


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